martedì 25 novembre 2008

Arte della Lana 2008

Un appuntamento solitamente intonato alla stagione, particolarmente in tema con le temperature del momento.

lunedì 24 novembre 2008

La chiave dell'enigma (o viceversa?)

Adesso anche Picci saprà aiutare mamma a ritrovare le chiavi di casa e dell'auto.

A couple of keyrings so as not to make a mistake in picking up the right key.

martedì 30 settembre 2008

La ricetta della mia infanzia

Oggi provo a raccogliere il delizioso invito di Sigrid Vebert, anche se non sono una foodblogger.

La ricetta della mia infanzia è un budino semplicissimo, che insieme ai frullati di frutta e latte e l’uovo fresco crudo, costituiva la merenda dei miei giorni di bambina. E’ un budino bicolore, che mamma metteva in tavola in una fondina guarnito coi biscotti che aveva in casa al momento. Io e mio fratello lo mangiavamo dallo stesso piatto, seduti uno di fronte all’altro, e mia madre ci guardava ridendo, le mani appoggiate al grembiule. Per la verità la festa (e la contesa) cominciava molto prima, con la rimozione dei resti del budino dal padellino ancora caldo, ma non al punto da impedire l’uso delle dita nell’espletamento della felice operazione.
Questa storia di cucina arriva all’orecchio di mia nonna dai racconti di alcune amiche a servizio presso le famiglie patrizie del paese, e passa poi a mia madre, sempre a corto di idee per la nostra merenda. Anch’io l’ho imparata osservando mia madre in cucina, come una storia del fare, bella da raccontare, ma difficile, allora e adesso, da scrivere.

Per mezzo litro di latte intero fresco, mamma prendeva tre cucchiai di farina, tre cucchiai di zucchero, il tuorlo di un uovo e due cucchiai abbondanti di cacao amaro. Metteva in un pentolino a freddo la farina e lo zucchero che mescolava appena con la frusta. Poi aggiungeva il tuorlo, e mescolando bene amalgamava gli ingredienti. Infine aggiungeva il latte a filo e stemperava bene il composto. Dopo di che metteva il tutto sul fuoco a fiamma moderata e sempre mescolando con la frusta, attendeva che il budino si rassodasse. A questo punto versava metà budino nella fondina, e rimetteva l’altra metà sul fuoco, dopo avervi aggiunto il cacao stemperato a parte in poco latte. Una volta incorporato il cacao, toglieva dal fuoco e versava il resto del budino nella fondina, coprendo con cura la parte già versata. Poi inseriva i biscotti nel budino, appoggiandoli in piedi lungo il bordo della fondina, e aspettava che raffreddasse prima di riporlo in frigorifero per qualche ora.

La mia versione della ricetta ha il profumo della cannella, perché mi sono innamorata del budino alla cannella del mio amico Gigi, e perché amo la cannella da sempre (mamma faceva una meravigliosa purée di patate appena profumata di cannella). E’ anche un tantino meno dolce perché amo la vena amarognola del cacao. Racchiude comunque in sé tutto il sapore della mia infanzia, come gli gnocchi di patate, il semolino, la purea di mela cotta o la torta di mele, l’aspetto consolatorio e terapeutico proprio della cucina di mamma, la magia per cui ogni boccone riesce sempre a riportarti indietro nel tempo, rievocando un mondo perfetto di immagini, profumi, ricordi e sensazioni.

martedì 26 agosto 2008

Risvegli

Via da un po', finalmente trovo il tempo di andare a recuperare qua e là i post ancora non letti.
E poi mi scontro con questo.
Risvegli.

lunedì 25 agosto 2008

Ring Ring

Ho un telefono cellulare da circa un anno. Ho sempre resistito all'idea di poter essere facilmente, quindi spesso anche inutilmente, rintracciabile. Poi è arrivata Picci, e al secondo anno di nido ho, obtorto collo, capitolato. Il cellulare in dotazione è di seconda mano, modello classificato ormai sotto la categoria "modernariato", pertanto di dimensioni ancora superiori al pacchetto di sigarette. Spostarsi in ufficio con tanta appendice significa avere una mano costantemente impegnata in un momento in cui magari te ne servono tre, non due. Non sempre il guardaroba aiuta fornendo tasche utilizzabili, per cui con pochi avanzi di cotone e un moschettone è saltato fuori Ring Ring.
Devo dire che in ufficio ho già avuto due richieste, una evasa, l'altra sui ferri :)

Here's Ring Ring, a phone cozy for my old-fashioned mobile phone I made with scrap cotton yarn. I must say it turned unexpectedly out to be a successful project, considering that in my office I've already been asked to make two new ones :)

martedì 29 luglio 2008

Marrakesh

Finita durante i sonni pomeridiani di Picci in Trentino.
Non è un lavoro a maglia, perchè fatto con un filato sintetico per uso industriale piuttosto rigido, poco governabile con i ferri, ma decisamente più adatto alla lavorazione con l'uncinetto.

Here's my last crocheted handbag I called Marrakesh.
It is crocheted, not knitted, because of the stiff brown yarn I decided to employ, too stiff to be knitted.

lunedì 14 luglio 2008

Segnalato da Amaranto

Sulla strada verso le vacanze, alla ricerca di un pretesto per impegnare dei soldi in qualcosa di emotivamente remunerativo, mi sono imbattuta in questa Bottega della Lana, un piccolo seminterrato letteralmente stipato di meravigliosi filati, e soprattutto in Maria Grazia, appassionata maglierista proprietaria di questo negozietto-laboratorio. La bottega è veramente minuscola e ci si gira a stento, tuttavia l'effetto è tutt'altro che oppressivo, ci si sente letteralmente avvolti da un abbraccio multicolor estremamente soft. Maria Grazia è un'esperta maglierista, molto affabile e disponibile anche a scambi di idee su metodi, tradizioni, scuole di pensiero.
Da questo fortunoso incontro sono uscita con un depliant pubblicitario di Lana Grossa per il filato per calze Meilenweit, che spiega dettagliatamente come eseguire dei calzini con tallone Jojo o tallone classico (peccato che detesti le calze fatte a mano...), e un fantastico misuratore di ferri e uncinetti a doppia scala (mm/inch) della Milward che ho invano cercato in tutte le mercerie della mia zona.
Finalmente un negozio per sole maglieriste.

La Bottega della Lana
di Maria Grazia Visintainer
Via Garibaldi 72/A
38056 Levico Terme TN
tel. 0461-707178

venerdì 13 giugno 2008

Eternity

...ovvero, eccola qui la sciarpa per realizzare la quale mi ci è voluta un'eternità!

Here's the scarf it took me ages to finish. That's why I called it Eternity.

lunedì 28 aprile 2008

Tentazioni

Ebbene sì, anch'io ho ceduto alla tentazione del pane fatto in casa con la pasta madre, e poi alla tentazione di fotografarlo e pubblicarne le foto su questo blog.
Non cederò però alla tentazione di proporne la ricetta, data l'abbondanza di ricette già reperibili nella foodblogosfera :)

Here's my homemade bread I couldn't help posting some pictures on this blog. No recipe, however, considering all the recipes already available on line
:)

mercoledì 23 aprile 2008

Senza parole

We live only to discover beauty. All else is a form of waiting.
Kahlil Gibran, Sand and Foam

Ho provato in questi giorni a cercare di capire qualcosa di più delle circostanze che hanno portato Pippa Bacca verso la sua tragica morte. Ho visitato i blog che raccontano del progetto Brides on Tour, delle simbologie utilizzate per trovare un metalinguaggio che attraversi le aree toccate dal viaggio ed arrivi a tutte le genti incontrate sulla strada, dei racconti di viaggio di questa donna andata in sposa a un ideale di bellezza alto, che il nostro occidente blindato non sa più perseguire.
Ho cercato di capire, ci ho provato, perchè mi ha molto turbata il giudizio comune sulla vicenda sintetizzato con la frase "se l'è cercata".
Non capisco perchè in questo paese un mercenario che viene catturato ed ucciso in Iraq è considerato un eroe, mentre una donna che progetta ed intraprende un viaggio transculturale come gesto artistico all'insegna del dialogo, dell'accoglienza e dell'incontro, che viene violentata e uccisa lungo il suo cammino verso Istanbul non viene nemmeno considerata una vittima.
E' che ancora non riesco ad accettare che si possa considerare sconveniente o peggio provocatorio che una donna viaggi da sola o si vesta in modo non convenzionale, o parli di pace. Proprio non riesco ad accettare che in questo paese alle donne debbano essere ancora imposti questi ignobili burka culturali, pena il linciaggio morale quando va bene e il "ben ti sta" quando si mette male.

giovedì 6 marzo 2008

Aspettando un altro otto marzo

Guardo mia figlia e penso se mai i suoi figli vivranno delle relazioni uomo-donna più umane e civili, se potranno svolgere la loro professione, quale che sia, senza subire ricatti provenienti dall'appartenere alla metà del cielo sbagliata, se potranno decidere serenamente di accogliere un figlio, se potranno inseguire i propri sogni senza limitazioni che non vengano dalla propria autodeterminazione e volontà.
Per quasto otto marzo vorrei una "moratoria" universale della violenza sulle donne, o sospensione della scellerata quotidiana applicazione di leggi non scritte, che considerano le donne esseri da gestire, tenere a bada, domare, governare o educare, anche con le maniere forti se serve. Mi sembra un piccolo grande passo verso il giorno in cui ai miei nipoti potrò spiegare perchè tempo addietro l'otto marzo si celebrava la Festa della Donna, mentre la Festa dell'Uomo era celebrata tutti gli altri giorni del calendario.

lunedì 25 febbraio 2008

Dilemma

How long should I knit this scarf? As far as I run out of yarn? As far as I go mad? As far as my arms crack?
Is there a rule that govern the size of a scarf? Golden section? Collar size?
Dilemma.

giovedì 21 febbraio 2008

Un anno di blog

Un anno fa il primo post. Poi qualche discontinuità, per fatica, vacanza, volubilità, mancanza di cose più o meno sensate da dire, tanto da vivere off-line. Bello comunque, per me.

martedì 19 febbraio 2008

Lana brianzola

Per chi è interessato alla rivalutazione della lana da pecora brianzola (mica pizza e fichi...), ecco una iniziativa interamente dedicata al tema, allestita nel centro di Monza il prossimo sabato.