giovedì 28 giugno 2007

Il coraggio di dirlo

L'ultimo post di 6.5 st mi ha colpita e affondata. Soprattutto ha rafforzato la mia convinzione che chi racconta la maternità come una esperienza sempre e solo esaltante e meravigliosa, mente a se stessa prima che agli altri. La nascita di Picci ha rappresentato per me un'esperienza decisiva, una svolta fondamentale nella mia vita. L'abbiamo desiderata ed abbiamo avuto il dono grande di poterla accogliere, e oggi non riesco ad immaginare la mia vita senza di lei. Tuttavia, il costo sociale del plus acquisito nel diventare madre ho cominciato a pagarlo quando Picci ancora non era nata (ho lavorato fino all'ottavo mese di gravidanza e due giorni dopo essere entrata in congedo obbligatorio per maternità sono stata cancellata dall'organico del mio ufficio, al punto che sono stati fisicamente rimossi perfino la scrivania e il pc dove lavoravo), mentre i costi emotivi e psicologici ancora non riesco a quantificarli (il divario fra la vita prima del parto e la vita dopo il parto con riferimento al mio vissuto e alla mia persona è tale che fatico ancora oggi a rappresentarlo in ogni suo aspetto con delle parole che abbiano significato). Credo che trovare il coraggio di dirlo, pur correndo il rischio ancora oggi di sembrare ai più una cattiva madre, possa costituire una speranza, se non per me, almeno per Picci se e quando deciderà di diventare madre.

martedì 19 giugno 2007

Tornando a casa

Ecco. Tornando verso casa risale da dentro la sequela infinita di sentimenti e domande ancora senza risposta che per un attimo erano messe da parte. Risale quella parte non finita di sè che accompagna i gesti quotidiani in sottofondo per poi, appena sei in affanno, urlare fino allo sfinimento. C'è una irrequietezza dalla quale non ci si riposa nemmeno nella vacanza più riuscita, un lavorìo della mente e del cuore che logora. Anche il lavoro ai ferri è percorso da quest'ansia e sta lì, in attesa del gesto risolutivo. Attesa. Che qualcosa cambi. O che cambi qualcosa in me.

venerdì 8 giugno 2007

Knit In Public on the road



Sulla strada verso il mare (e verso il sole e l'estate, spero), sarò comunque sintonizzata sul KIP Day con una location personale parzialmente mobile rigorosamente non autorizzata (e senno' che anarcomaglierista sarei?). Chiunque giri in autostrada può casualmente raggiungermi sui gradini di ingresso dell'Autogrill dove saremo costretti a fermarci per sfamare Picci.
Io sono quella col dietro di Chinoise fra le mani.

Tomorrow I'll try to celebrate the KIP Day on the road to the sea. I'll be sitting on the steps outside the highway stop where we'll decide to let Picci have her breakfast.
I'll be the girl with the back of Chinoise in her hands.

giovedì 7 giugno 2007

Cronaca di una mattina qualunque

Mi alzo ancora non dormita, rincorro colazione e minimo aggiustamento dei residui della mia persona, borse da prendere, cose da fare, chiavi, la Picci con Babà, l'ombrello, il passeggino, la capottina del passeggino. Penso intensamente a cosa sto dimenticando. A cosa devo fare oggi penserò dopo, strada facendo. Auto, aziono il comando di apertura a distanza con un avanzo di falange, apro la portiera con una terza mano di cui ignoravo l'esistenza, cade la ceratina panna di Picci appena appoggiata sui sedili nella pozzanghera immediatamente sottostante, Picci molla Babà nella pozzanghera accanto. Mi esce un urlo interiore, ma non c'è tempo per star lì a cinquantarla, raccatto tutto, Picci compresa, e parto (per una frazione di secondo mi sembra anche di riuscire ad intuire lo stato di sfasamento che abita in chi è riuscito a dimenticare moglie e figli in Autogrill). In attesa al semaforo più inutile che si siano mai inventati ultimamente per agevolare le code, sotto il diluvio e col riscaldamento acceso penso a cosa ne sarà della mia vacanza al mare la prossima settimana. Arrivo in ufficio, trasbordo Picci al nido, la quale al rituale congedo si inventa dal nulla una scena straziante di amore filiale che stronco obtorto collo con una fuga tracimante sensi di colpa. Corro al lavoro, timbro in ritardo, arrivo alla mia scrivania, appoggio le borse, mi siedo. Un attimo prima di accendere il pc sento salire da dentro puntuale la stessa quotidiana domanda: dove sto sbagliando?

lunedì 4 giugno 2007

Oggi sposi

Buon viaggio Andrea e Marta!

Volare basso

Dopo due false partenze, ecco qua cosa ne è del dietro di Chinoise:

Mi sono rassegnata alla banalità del bordino legaccio dopo vari infruttuosi tentativi di mettere assieme un bordo a larghi occhielli verticali (che ritenterò, magari con un filato più elastico che renda meglio l'idea).
Adesso devo un po' indovinare lo scalfo manica, calcolando la disponibilità di filato e le misure di Geek Alex.

Nel frattempo la sportina per Picci prosegue, anche se assai lentamente:

C'è quel che c'è, è un momento dove non mi riesce di meglio del volare basso. Spero in più tempo, testa e cuore da dedicare anche alla maglia.

Here's my scarce progress with Chinoise. I made two abortive attempts to build an edge made of vertical buttonholes I hope to repeat somehow with a more stretchable yarn. Then I gave up and used a banal garter stitch instead I'm not so enthusiastic of.
Also Picci's bag goes on, though quite slowly. I hope I'll find more and better time to knit.